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Riecco il vostro Affezionatissimo, che ultimamente è stato un po' indaffarato nella preparazione di un progetto per una serie di serate a carattere teatrale e musicale (se la cosa non va in porto egli farà esplodere la sua figura), ma soprattutto ha passato diversi giorni per ragioni lavorative in quel di Madrid. Il fatto che egli scriva di sé in terza persona è senza dubbio indizio del raggiungimento di un nuovo livello di ottusità, roba che neanche Fabbrizzio Ravanelli.
Torno alla prima persona. Ecco, Madrid è veramente la capitale europea della sobrietà per le ragioni che ora andrò enarrando. Se avrete la pazienza di seguirmi scoprirete che non si tratta affatto di una facezia.
Orbene, sono arrivato all'aeroporto della capitale il sabato pomeriggio, in condizioni non proprio ottimali, è vero, a causa di una certa rimpatriata fra ex coinquilini che la sera innanzi aveva esatto (p. passato di “esigere”) una ininterrotta teoria di libagioni. Tempo d'orientarsi nel laberinto della metro ed eccomi all'hostal Sardinero (laddove per hostal s'intende un albergo a metà fra il sordido e l'economico). M'accolgono le simpatiche signore col loro ottimo francese. Tempo di cambiarmi ed eccomi in strada, destinazione plaza mayor, dove mi rinfranco con un caffè-troiaio. Poi vengo calamitato in un bugigattolo che mi sorprende subito per le gigantografie autografate dei Beatles e del malvagio folletto giapponese. Ordino bocadillos con calamares, che sarebbe un panino traboccante calamari fritti, e una cerveza. Esco e mi fiondo in Plaza de Santa Ana alla Cerveceria Alemana, laddove era solito svernare Hemingway (proprio a 50 metri dall'hostal – scelta ovviamente non casuale), e mi diluvio due cervezas (1,75€ cad), un bicchiedere di Fundador, olive, e un piatto d'acciughe marinées. Cambio ancora mescita, e stavolta entro alla Cueva del Faisan, proprio sotto alla sede di Solidaridad Obrera. Faccio amicizia con un francese, cliente abituale, che guardava la partita e coi baristi, e mi gusto una cerveza Alhambra e due Mojitos (c'era l'happy hour, che fortuna, eh?). Col francese, tale Yanick, andiamo a mangiare tapas. Breve definizione di tapas: tutto quello che mangi con la birra. Tapas di salamone + cerveza, tapas di polpo + cerveza, tapas di formaggi + cerveza. Paghiamo, usciamo, andiamo in una rumeria dove prendiamo un rum doppio in bicchiere grande. Si torna alla Cueva del Faisan, dove i baristi ci accolgono proiettando il concerto di The Wall del 1990 (quello con Sinead o' Connor e Cindy Lauper) e ci dissetano con diverse tequilas sale e limone (una bottiglia in due, ma questa è una confidenza che m'ha fatto il barista la settimana dopo, quando ci siamo incontrati a Roma), e ancora birre e diverse qualità di strani liquori gialli spagnoli. Verso le tre il francese va a casa, mi confida di stare un po' male, mi lascia il numero di telefono, che verifico per precauzione, e ci diamo appuntamento all'indomani. La cueva chiude, io esco, faccio per andare in albergo ma mi intercetta un senegalese (forse?), che mi afferra per un braccio e mi trascina da un kebabbaro, dove mangiamo doner kebab e beviamo un po' di birra (quanta sinceramente non so).
Non so come trovo la forza uscire da quel posto (che l'indomani non sarò più in grado di rintracciare), mi dirigo verso l'hostal, in un momento di follia provo a leggere l'ultimo di Calasso (pazzo!!! in che condizioni!!!) e mi addormento.
Mi sveglio l'indomani mattina alle 12.30. Scendo in strada. Sento il sistema immunitario gravemente compromesso dalla serata precedente. Avete mica in mente quelle situazioni in cui siete sicuri che vi sta per venire la febbre? Quelle. Entro in una cioccolateria. Ordino cioccolata calda con churros, che son roba fritta, dolce, da zuppare nella cioccolata, una cerveza e patatine. Dopo mezzora son ristabilito. Mi dirigo verso il museo Reina Sofia, che trovo chiuso. E' in quel momento che noto una serie di cartelli che facevan bella mostra di sé per la strada. Era il 16 settembre 2008, e questa è la foto del cartello.


Un giovane collaboratore quest'oggi mi ha allungato questo biglietto da visita. Località Tripalle? Ma questo Blog è la principale fonte d'informazione su Tripalle in rete!
Perciò bisogna dare adeguata diffusione alla cosa.
Dalla grafica si evince trattarsi di un Relais & Chateaux 5 stelle:
Lo scorso venerdì io e l'amico Bucoschi, che mi aveva trascinato nell'impresa, ce ne tornavamo da quel di Lari (PI), dove eravamo andati a vedere lo spettacolo di Bobo Rondelli e Andrea Rivera.
Grandissimo Bobo. Egli migliora cogli anni.
Bravo anche Rivera, con qualche fastidiosa punta di qualunquismo.
("Chi e' uscito di galera dopo l'indulto e' tornato a delinquere perche' non ha ricevuto nessun aiuto dallo Stato una volta fuori. Stato cattivo!" No, perché a chi esce di galera a cose normali d'abitudine si stende il tappeto rosso.)
E insomma all'andata due ore per 70 chilometri di tragitto, complice la proditoria chiusura della FI PI LI presso Pisa che c'ha costretto a buscar lo levante por el poniente.
Al ritorno Bucoschi ferma la macchina e tra le lacrime m'intima di fotografare sto cartello qua.
Roba da non credere. "Dove abiti, bella bambina?"
"A Ceppaiano, tra Tripalle e la Siberia".
LOL.
Fab