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By Your Side, 1998
Oh, ragazzi, questo è l'album dell'estate. di questa intendo! dieci anni giusti giusti ed è bello riscoprirlo in tutta la sua scoppiettante irriverenza. Non è solo rock blues, è una sberla piena, una pedata nel fondoschiena, una colonna sonora per giorni come questi: caldi e umidi che verso l'imbrunire si fanno neri e pesi e restano lì a minacciare pioggia, vento e grandine per poi scatenarsi. Ecco, lo metti nel lettore a volume sciamanico, con gli indici dirigi un'immaginaria orchestra psichedelica brindando all'amore. Ed è fatta. Produzione eccellente, in ambito è un'autentica perla per i suoni rocciosi e luridi ma soprattutto per il tiro. E' una band affilatissima con i suoni giusti, cosa chiedere di più? Cosa? Verrebbe da dire che se Three snakes & One Charm era l'album della maturità questo è quello della consacrazione a band di rango che compete con i grandissimi. Si potrebbe dire, se maturità e rock'n'roll non fosse un magnifico ossimoro e per il fatto inoppugnabile che di confrontarsi coi mostri sacri i Black Crowes non hanno mai avuto paura. Tzè, ma ti pare?
mau

Three Snakes & One Charm, 1996
Quando uscì quest'album la musica imperversante nell mia stanza era diversa da questa. Ricordo che lo acquistammo sia io che un amico batterista. Sì, ci piaceva ma era davvero diverso dalle musiche che ci giravano intorno. Hey, c'erano i Pearl Jam, i Faith No More, i Soundgarden, gli Afterhours e qualcuno arrivava con la cassettina dei Marlene Kuntz. Notare che il 1996 è l'anno della colonna sonora di Trainspotting, questo dovrebbe bastare a dinquadrare la situazione. Sono passati dodici anni e io li ho passati ascoltando un po' di tutto ma è stata poi lo stile di musica dei Crows che mi ha conquistato definitivamente e devo proprio dire che i loro dischi di polvere ne danno un bel po' da mangiare a tanti, tantissimi gruppi che suonano musica Americana. Un disco a mio avviso stupendo, passionale ma rilassato e pienzo zeppo di belle canzoni suonate come i Crowes sanno fare. La voce di Chris, un gran frontman, ha quella spruzzata (non è casuale il termine) à la Rod Stewart che non guasta e le chitarre sono quanto di meglio si possa sentire nel genere: slide, grandi riff, blues, rock. polvere, tanta polvere e romanticismo come se piovesse. Qui c'è Good Friday e c'è Pawnshop Girl e c'è Under a Mountain. Già basterebbe. Trascinante, pelvico, turgido.
verrebbe da dire "fin qui tutto bene" perchè in effetti tutto sta proprio per cambiare. Grandi cose in arrivo, la strada è lunga.
Rock 'n'Roll.
Mau
Amorica, 1994
So che è scontato rimarcarlo ma la copertina è di una bellezza travolgente, la musica invece risente (e si sente) di una certo nervosismo. Dopo due album travolgenti il difficile terzo (che stronzata) un po' tradisce ma secondo me non tanto nella qualità dei singoli pezzi quanto nello spirito. è musica più pesante, rocciosa e ci sento meno divertimento. ma ha i suoi momenti e la sua grinta, che non guasta. per mille altri gruppi sarebbe un top album, a mio avviso.
vende poco un cazzo, 500.000 copie ma il riscatto è vicino.
Mau
The Southern Harmony and Musical Companion, 1992
E invece un seguito, cari miei, c'è. Sputa fuoco e mangia polvere. Colpisce divertendo, punge e solletica questo discone qua. Con questa musica si rischia sempre di ripetersi perchè la formula è la stessa pur suonando diversa e allora che dire se non che questo è un album pelvico quanto il prima ma superiore di un punto per compattezza dei brani e volgia di scopare, innamorarsi e quindi scopare ancora meglio? Rilettura di Time will tell di Marley semplicemente da standing ovation mondiale.
Vende "solo" 2 milioni di copie. Affievolita la curiosità resta il pubblico più attento che si sa non abbonda in questa valle di lacrime.
Mau
mi è venuta voglia di proporre un mia personalissima, stringata carrellata degli album dei Black Crowes. Perchè? dato che la musica certo non si racconta? un po' perchè mi va e un po' perchè sabato notte riflettevo a quanto certi momenti siano opposti e complementari fra loro.
ci sono venerdì in cui il ritorno può avere come colonna sonora forse solo un gruppo come i Perturbazione. dolci e un po' complessi. ironicamente intimi, direi.
ci sono poi sabati, in cui dovevi andare a vedere una cosa ma non puoi e allora vai a vederne un'altra e fai un incontro di quelli che davvero ti fanno sentire pieno e innamorato di quel bellissimo soffio di vita che sono le donne. perchè ci sono quelle più fragili, o fintamente fragili, che vogliono essere tenute al caldo e magari prese, ma ci sono anche quelle che si bastano a se stesse e non le spaventa nulla. diversissime ma ugualmente intense e belle e ti fanno sentire più ricco dentro.
in questi sabati la colonna sonora del ritorno mentre Milano si affaccia dopo l'acquazzone, le strade sono liscie e quasi deserte, è solo un disco dei Black Crowes, quello in cui c'è quella precisa canzone che si chiama Good Friday. e quindi...
"I will not forgive you
Nor will I accept the blame
I will see you on good friday
On good friday
You, you come and go when you please......"

Shake You Money Maker, 1990.
Cazzo, quando nel titolo ci sarebbero già tutte le parole spendibili per definire questa staffilata di musica pelvica che tiene i piedi nelle radici più forti del rock e se ne frega di suonare contemporaneo. Nel titolo la doppia citazione (solo doppia, per quanto ne so ma si sa....): il blues che come il suo fiume nutre e stimola e il soul che fa sempre tanto sangue. Elmore James e James Brown. E' un disco che celebra il sesso e il dolore, cose per cui vale la pena di vivere e lo fa nel modo più apparentemente semplice: dandoci dentro come non ci fosse un disco dopo, nei pezzi tirati e nelle ballate allo stesso modo.
5 milioni di copie vendute. non male come inizio, no?
Mau