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Grazie a Heracleum (e a Stefs che ci ha segnalato questo servizio impagabile) possiamo annunziare con gioia che il vincitore del premio "Lettore Benemerito di reazionipericolose" è:
il tipo che cercando "contadine troie foto gratis" su google è stato catapultato su questo blog.
Ti prego, anonimo visitatore, se ci stai leggendo tuttora, lascia almeno una traccia del tuo passaggio.
Te ne saremo grati.
I bloggers
p.s. & n.b. questo post è taggato in modo tale da ripetere e se possibile perpetuare questo détournement informatico.
no, pensavo che è strana questa coincidenza: pochi mesi fa lo scandalo di Pulcinella, una cassiera Esselunga menata per via di quella storiaccia. Ricordate? Aveva avuto problemi fisico-fisiologici, è a lavoro con tanto di certificato medico perchè lei non può non interrompersi per andare ai servizi. cosa sia successo nel mezzo non s'è capito (corriere.it ha come sponsor fisso Esselunga, ho detto tutto. il boss di Esselunga è chi sappiamo), fatto sta che la dipendente viene aggredita negli spogliatoi del supermercato.
la domanda è:
la tipa di x-factor che canta il tormentone dell'estate dove lavorava?
non ci credo manco per niente che è causale sta cosa.
Mau
Oggi corriere.it titola che il Cav. è impegnato con Alitat(g)lia, evabbè. Dice che i sindacati non devono interferire (alrimenti fare il proprio mestiere, ma è questione di stile) e poi la perla di sterco più grossa, la bomba che fa sembrare Luttazzi un comicuncolo di Zelig:
"nuove sinergie con la Francia"
un uomo, uno stile, un'unica immensa ipocrisia. da non credere, non mi ci abituerò mai. prima per opportunismo fai saltare tutto e dici che la compagnia di bandiera deve restare italiana e poi non hai nemmeno gli attributi per dire che hai fatto una carognata? te ne esci con una frase così ipocrita, falsa e stupida?
e fai bene, perchè d'imbecilli il mondo è pieno; e votano tutti te.
Mau

Il contrabbasso era amplificato un pò male, e la chitarra classica ogni tanto si sentiva così così.
L'organizzazione disastrosa, con un viavai forsennato di gente fino a trenta minuti dopo l'ora di inizio, ma questo è un dolo del Summer Festival e non certo dell'artista. Prezzi speculativi, praticamente già bagarinati all'origine, che fanno maledire ancora di più l'organizzazione approssimativa, che mio padre non s'è peritato di chiosare con una sequela continuativa di blasfemie.
Per il resto cosa dire di un concerto che è stato perfetto sotto ogni punto di vista?
Le luci e l'audio sono vere luci e vero suono.
Pubblico caldo e educato, internazionale e intelligente, che s'alza in piedi e si siede sempre nei momenti giusti.
La band è quella dei miei sogni, gli uomini con giacca e cravatta e cappello d'ordinanza, le signore meravigliose e adorne d'ogni grazia, in pratica una piccola società perfetta riunita per assistere il Grande Vecchio nel suo cerimoniale. Verrebbe voglia di unirsi al tour per godere della compagnia di ciascuno. Non m'era mai capitato che le personalità dei musicisti venissero fuori in modo così netto durante un concerto.
Il polistrumentista Dino Soldo, the master of wind, passa nel giro di due picosendi dalla armonica al piffero elettronico alle tastiere al sax alle backing vocals. Il bassista contrabbassista Roscoe Beck, our musical director, che mentre saluta il pubblico continua a suonare il contrabbasso con una mano sola. La collaboratrice Sharon Robinson, grande corista e impeccabile negli a solo.
Il batterista Rafael Bernardo Gayol, our timekeeper, più preciso di un chirurgo spinale, non strafà mai, sempre discretissimo, stende un tappeto ritmico di cui non s'intravedono la trama e l'ordito.
L'uomo dell'hammond, the impeccable Neil Larsen, anche lui tesse un accompagnamento subliminale, salvo poi regalarci attimi di liquida gioia psichedelica quando va in berserk.
Le due coriste, le sorelle Webb, la bionda e la bruna, le sublimi Charley e Hattie, meglio di Beauty e Reika di Daitarn III, due apparizioni angeliche. E difatti If it be your will lo fanno tutto da sole cantando e suonando arpa e chitarra. So che questa visione tornerà a visitarmi sul mio letto di morte.
I due chitarristi, due vecchi meravigliosi, il mandolinista – dodicicordista – chitarronista Javier Mas invasato dal Dio, il chitarrista elettrico Bob Metzger, our architect of the arpeggio, pulito oltre ogni dire coi suoi magnifici occhialini da presbite.
E poi c'è l'officiante della cerimonia, un anziano di 74 anni che ci regala due ore e mezzo di concerto piene con la voce dei tempi migliori – cioè questi. Spesso cantando s'inginocchia, s'inchina ai musicisti mentre li presenta più e più volte, entra ed esce dal palco zompettando come un folletto. In molti pezzi suona la chitarra, e addirittura, avendo licenziato tutti i musicisti tranne l'onnipresente e per l'occasione invisibile hammondista, si esibisce alla tastierina in Tower of Song accompagnato dalle Webb Sisters. E ci regala anche un apologo dal sapore inequivocabilmente Zen sul senso della vita.
Momenti di spicco:
Ma potrei anche prendere altre enne canzoni a caso e non cambierebbe assolutamente niente.
Nel finalissimo terzo encore tutti abbracciati a cantare a cappella Whither thou Goest, tranne l'organista-nostromo che dall'alto della sua postazione continua ad hammondare all'impiedi.
E' una questione di qualità:
la tua presenza
rassicurante e ipnotica
mi affascina
e gioca col mio senno
e ne lascia ben poche briciole.
E io amo darlo a te,
o amabile
custode degli sguardi che
ti dedico
fra lo sragionamento e l'estasi
degli amplessi magnifici,
perchè tu sai come farmi uscire da me,
dalla gabbia dorata della mia lucidità;
e non voglio sapere quando, come e perchè questa meraviglia alla sua fine arriverà.
Musa: ispirami
Musa: proteggimi
Ogni ora
mi strega e mi rapisce
la tua giovane
saggezza incomparabile
(che ossequio)
e l'eleganza di ogni tua
intenzione è incantevole.
e quando ti congiungi a me
sai essere
deliziosamente spinta
e indocile,
coltivando le tue bramosie
sulle mie avidità.
tu sai come farmi uscire da me,
dalla gabbia dorata della mia lucidità;
e non voglio sapere quando, come e perchè questa meraviglia alla sua fine arriverà.
e sai come prenderti il bello di me
mettendo a riposo la mia irritabilità;
e non voglio sapere come riesci e perchè:è una meraviglia, e finchè dura ne godremo
insieme.
Musa: ispirami
Musa: proteggimi
Musa: conducimi
Musa: adorami
Musa: noi ne godremo insieme
voglio aver bisogno di te:
come di acqua confortevole.
vuoi aver bisogno di me? troverai terreno fertile.
qui lo si ascolta e volendo scarica a ufo. stile radiohead e bla bla bla....
http://www.yuppieflu.net/fragile-forest-preview
per me meritano. intensi e psichedelici. non caciaroni ma ruggenti. belle chitarre ragazzi!
Mau
oggi sappiamo che mostrare per un euro un manichino sulla sedia elettrica è contrario alla pubblica decenza.
metterci un essere umano allora cos'è?
per sapere eh. so che sto banalizzando, ma mi sembra tutto così assurdo. in primis la morale borghese che è sempre la solita da secoli.
Mau
La telefonata del mio fantasmagorico co-blogger di ieri sera sarebbe da trascrivere totalmente. Egli ha còlto a caso dal tomo che narra delle avventure del Grande Marchese e mi ha deliziato con quelle parole succose e gaudenti oltre l'immaginabile.
Ah! quanta meravigliosa perversione, l'adoro!!! Egli è maestro di vita, l'insaziabile Marchesone!!!! Lode a te, Signore dei pertugi!!!!
Haha altro che quei minchioni di russi sfigati e antisemiti, francesi melaconici e bolsi, tedeschi logorroici e analmente golosi, americani vagabondi e ignoranti come la peste nera.
Il Marchese è quanto di meglio la letteratura di sempre possa offrire poichè egli è in noi.
che lo vogliate o no, cari amici miei.
ah non vedo l'ora di leggerne dei passi nella penombra post coitale o (perchè no) addirittura prenderne spunto nei minuti preliminari che non dobbiamo MAI sottovalutare.
O mio dio, ne sono pervaso e non ne ho mai letto una riga, solo ne ho ascoltato stralci e la benedizione è caduta su di me.
He put a spell on me.
morirò democristiano, sì. ma palpando il culo all'infermiera che mi cambia il pappagallo.
potete giurarci.
Mau
oggi corriere punto it lamenta che a Milano non sono locali dove si suona dal vivo. fanno pure l'ironia da salotto dei Savoia
"eheh questo numero di locali a Londra ci sono in un isolato"
ha ha ha no, bella battuta, davvero oh. di tutto rispetto.
la domanda è: quanto questi organi di informazione fanno per la musica vera, originale a Milano?
quanto tutelano le proprie risorse? quanto spingolo, loro che potrebbero con facilità, i luoghi dove la gente può suonare?
Loro potrebbero aiutare ma quando poi fai uno spettacolo, a Milano, con canzoni originali e pezzi comici originale e ospiti (originali) loro preferiscono fare un servizio di merda sul cinese del cazzo che intaglia le carote in centro.
ecco perchè siamo indietro.
a parte per il fatto che il buon dio non incenerisce tutte le cover band con due fulmini di quelli giusti.
e non mi dite che alla gente non interesserebbe andare in un locale e vedersi due o tre gruppi che fanno musica propria. c'è la rete, si arriverebbe preparati e sarebbe una gran bella serata.
sempre che non si debba scopare, s'intende.
Mau