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sono ufficialmente entrato nel vortice pittorico. dovrei scrivere troppe cose, prendo tempo e poi produrrò le prime impressioni.

oggi in ufficio, io e FIl: "Shomer ma mi lallillaaahhh, sentinella quanto manca alla notte?????
-Shakespeare?
-no, la Bibbia."
sì, tu che già alle medie era una gran figa ed eri più grande perchè ti avevano bocciata. tu che mi ricordo dicesti : "è un cavallo arabo, non sai neanche cosa vuol dire tu un cavallo arabo"!
eri stronza e mi ricordo che dalle suore dovevamo dire la preghiera e ogni volta tu avevi qualcuno per cui pregare e la cosa era ridicola, tu eri ridicola con quel modo pietista e leccaculo.
una volta Lorenzo esclamò nel silenzio il tuo nome e poi "non è morto nessuno oggi"?
penso di essere morto e risorto dal ridere e mi secca dirlo perchè Lorenzo si è rivelato una merda d'uomo, col tempo. chissà che fa. nulla probabilmente, ed è meglio così.
di sicuro non ha la portiera sfasciata come me e non ha la pancia come me.
tornando a te
è bello vederti che apetti il secondo bambino e sei seduta ai tavolini e io entro
domenica mattina di ormai estate e io entro e mi bevo un marocco ed esco accendendomi la sigaretta e so che hai capito e sai che ho capito e non ce ne frega un cazzo l'uno dell'altra.
perchè è giusto così.
anzi, meglio non sapere. perciò no a facebook.
Mau
I'm heading down
A lonely highway
I'm running down
A one-way street
Well, I wanna know
Are you going my way?
Is there some place quiet
Where we can meet
And friends they come
And friends they go
But you were always by my side
And where it all ends
Well, I don't know
Don't cry no more, just hold on tight
There was a time
When I was desperate
Living in a town
Without a name
And when things got
So dark and desolate
You taught me how
To hide my shame
And kings and queens
And millionaires
May never know
What I have known
And thank the stars
I'm the lucky one
Thanks for the lessons
That I have been shown
I feel rich
I feel power
And security
And when I'm weak
You are strong
Once in a lifetime, twice
In eternity and guess what?
Nothing else
Matters anyway
I feel rich
I feel power
And security
And when I'm weak
You are strong
Once in a lifetime, twice
In eternity and guess what?
Nothing else
Matters anyway
"Occorrerà rassegnarsi a questo: che la letteratura non ostenta, non ha mai ostentato segni di riconoscimento. La migliore verifica sperimentale, se non l'unica, a cui la si può sottoporre è quella suggerita da Housman: se una sequenza di parole, pronunciate silenziosamente mentre il rasoio scorre la mattina sulla pelle, fa drizzare i peli della barba, mentre “un brivido scorre lungo la spina dorsale”. E non si tratta certo di riduzionismo fisiologico. Colui che rammemora un verso mentre si rade subisce quel rabbrividimento, quell'”orripilazione”, romaharsa, che sopravviene in Arjuna davanti alla soverchiante epifania di Krsna nella Bhagavad Gita. E si dovrebbe piuttosto tradurre “felicità dei peli”, perché harsa significa “felicità”, oltre che “erezione” sessuale. Così vuole una lingua come il sancrito, che non ama l'esplicito, ma sottintende che tutto sia sessuale. Quanto a Baudelaire, era fiero che Hugo avesse percepito nei suoi versi “un brivido nuovo”. Come riconoscere, altrimenti, la poesia - e il suo scarto rispetto a ciò che già esiste? Qualcosa accade, che Coomaraswamy definì “la scossa estetica” (in "il grande brivido - saggi di simbolica e arte", cap. 7, ovviamente Adelphi, ndFab). La sua natura non cambia – che si tratti dell'apparizione di un dio o di una sequenza di parole. A questo induce la poesia: a vedere ciò che altrimenti non si vedrebbe, attraverso ciò che mai prima si è udito."
(Roberto Calasso, La letteratura e gli dei, Adelphi 2001)
"La poesia è caratterizzata da un diverso linguaggio, nel quale le parole sono sì le medesime di quello pratico, ma ordinate ad un fine diverso. Nella poesia le parole non sono immediatamente sostituite dal loro senso, non si esauriscono nel frutto e nella comprensione, ma rimangono, per dir così, nel nostro conoscere, senza estinguersi nel conoscibile. Gli indiani formularono, a questo proposito, la dottrina dello dhvani o risonanza. La vera poesia, secondo questa teoria, sta in un nuovo senso o valore che assumono le parole, completamente diverso dai due sensi letterale (o storico) e metaforico. «Il senso poetico (dice Anandavardhana) è altro da quello convenzionale e risplende nelle parole dei grandi poeti, diverso da tutte le parti conosciute, così come la grazia nelle donne.» Questo nuovo senso, irriducibile com'è a quello letterale, non può tuttavia manifestarsi senza di esso, ma su di esso, per così dire, si appoggia. Non dissimilmente, si potrebbe dire che anche la parola degli autentici testi religiosi è differente da quella pratica. In essa il senso storico o letterale, tuttavia presente, ci illude di continuo, per rifrangersi, nel divenire storico, in una moltitudine di significati che non permettono mai di identificare con certezza il nucleo centrale. Le infinite speculazioni etimologiche, simboliche, ecc., di cui è fatta oggetto, in oriente e in occidente, la parola religiosa, sono in gran parte dettate proprio da questa coscienza della sua inesauribile ricchezza. Questo suo carattere fu ben visto dagli indiani. L'idea di Kautsa, che negava che i Veda stessi, non creati da uomo, avessero un senso, si ricongiunge idealmente colla tesi opposta, che cioè la scrittura ha di fatto sensi infiniti, discoperti via via dallo sforzo degli interpreti e dei devoti."
(Raniero Gnoli, dall'introduzione alla Bhagavadgita della Utet, di cui è traduttore e curatore. Edizione notevolissima perché riporta il commento al testo del maestro del tantrismo kashmiro dell'XI secolo Abhinavagupta)
E infine una definizione in filigrana. L'autore parla di Daniel Schreber, ex presidente del Senato di Dresda, e del suo libro "Confessioni di un malato di nervi".
(anch'esso edito da Adelphi; di più, il romanzo del 1974 di Calasso "L'impuro folle" parla proprio di Schreber)
"I mezzi linguistici di cui disponeva sembrano fatti apposta per la descrizione di una costruzione intellettuale così singolare; egli se ne serve per porre in evidenza un numero di elementi tale, che nulla di essenziale resta in ombra. Egli parla a difesa, e fortunatamente non è un poeta: lo si può quindi seguire per ogni dove, pur senza perdere mai le proprie difese contro di lui."
(Elias Canetti, Massa e Potere, Adelphi 1981)
Fab
giusto per mettere ordine e per chi fosse interessato (in realtà è un post per Filo)
a ottobre riprenderemo Nekrassov! dopo il trionfale debutto i lteatro della Memoria di Milano lo mette in cartellone.
trattasi pure di una rassegna di cui so poco, stay tuned comunque.
poi
dal 7 al 25 gennaio ci sarà un'altra cosa dui cui vi parlerò. i fan non possono perderlo ma si tratta di una cosa nuova e, per me, importante.
per concludere la partecipazione ad una pellicola. presto saprete e trovere i link giusti
grazie per l'attenzione.
il vs affezionatissimo
Mau


Sono l'unico che non ha ancora visto la mostra di Bacon.
Rimedio. grazie ad Ale per avermelo, incosapevolmente (?), ricordato.
e vai.
Mau

Dio che bello è stato debuttare ieri sera. Che bello vedere che la gente s'è divertita davvero e poi certe gratificazioni che al momento mi fanno molto comodo. Insomma, sono i primi spettacolo è c'è bisogno di un po' di conferme.
Bene, davvero.
Oroscopo
Mentre guidavo in una zona residenziale ho notato un cartello in un giardino. Era la pubblicità di una ditta che stava facendo dei lavori: "Incantate gli ospiti con il vostro giardino". A giudicare dagli auspici, Toro, sei nelle condizioni ideali per raccogliere l'invito. Dovrai affascinare e incantare gli altri con il tuo "giardino" metaforico, cucinando una cena speciale, organizzando una gita, cantando una canzone, scrivendo una relazione, dando prova in ogni modo possibile della tua bravura e del tuo talento.
il 26 arriva Stevie Wonder, biglietto preso.
La vita è bella, nonostante tutto dai.
Mau