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un anno «Metrò mossi dal sole»
L'Atm produrrà energia pulita. Un milione di kilowattora dai pannelli fotovoltaici
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MILANO - È un parcheggio per locomotori e carrozze, con annessa officina per le riparazioni dei guasti. Il deposito del metrò di Precotto è l'ultimo inaugurato da Atm. Oggi è solo un garage di 180 mila metri quadri, un multi- box per 171 treni. Entro l'anno alimenterà con energia pulita la linea rossa del metrò. Tensione dal sole ai binari, attraverso il silicio piazzato sul tetto. È il progetto bio lanciato dall'azienda. La copertura del deposito sarà tappezzata di 23 mila metri quadri di pannelli fotovoltaici, un sistema in grado di produrre fino a 2,4 milioni di kilowattora l'anno, metà dei quali saranno ceduti ad Atm per muovere i treni della linea 1. È un primo passo, visto che la rete di trasporti brucia 20 milioni di kilowatt, ma è comunque «il primo esempio in Italia». Il bando di gara arriverà a giorni e la società vincitrice — si parla dell'interesse di Enel e Sogenia — dovrà installare «a sue spese» la tecnologia di produzione. Ecco il primo hangar in Italia che diventa centrale di produzione.
Via Anassagora 11, fermata Villa San Giovanni, capannone ricavato nell'area del deposito metropolitano di Precotto. La griglia fotovoltaica tappezzerà il tetto dell'officina, moduli collegati in serie e in parallelo, semiconduttori capaci di trasformare le radiazioni solari in elettricità. Zero impatto ambientale. Investimento stimato per la realizzazione dell'impianto: 5 milioni di euro. Atm (primo consumatore di energia della città) mette in conto un risparmio del 6 per cento sulla sua bolletta e sessantamila euro recuperati solo a Precotto. È un progetto pilota, sì. «Ma se l'esperimento andrà bene, lo estenderemo ad altre coperture. Abbiamo a disposizione depositi, parcheggi e palazzi», sottolineano da Atm.
È un progetto pilota, dunque, ma non isolato: la trasformazione del deposito di Precotto s'inserisce nel «Piano di risparmio energetico e di contenimento delle emissioni inquinanti» che ha già individuato i prossimi obiettivi. I pannelli per il fotovoltaico saranno installati anche su altre tre officine di manutenzione (Teodosio, Leoncavallo e Sarca), 13 depositi urbani e 9 interurbani, due palazzine di uffici (viale Monte Rosa e viale Zara). Il gestore delle neo-centrali potrà contare sugl'incentivi statali del «Conto energia fotovoltaico ». In pratica potrà rivendere energia a tariffa incentivata. Le 60 centrali termiche — erano 44 nel 2003 — assicurano oggi ad Atm 110 megawatt di energia. Tutti gl'impianti, negli ultimi mesi, sono stati riconvertiti dal gasolio al metano. Mentre è atteso per il 2009 un bando di gara, suddiviso in tre lotti, per la cogenerazione di energia termica ed elettrica.
Armando Stella
31 marzo 2008 corriere.it-vivimilano
Milàn, l'è un gran Milan!
Mau
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ultimamente non sono più poi tanto gaberiano. continuo ad amarlo ma nutro alcune riserve come del resto faccio sempre nei confronti di chi ha un microfono per criticare e non propone poi tutto questo granchè.
voi direte che ognuno ha i suoi ruoli e lo capisco ma è anche molto facile giudicare con la pietra in mano.
vorrei tanto parlarvi della mostra sugli anni 70 in Triennale ma sai che palle. cioè la mostra è interessante ma che senso ha che io ne parli?
martedì ricomincia Dio Mercato, ogni martedì. sono in grande forma. Nuovi pezzi e battute a raffica.
C'è il sole, sorrido alla vita e ogni giorno mi innamoro di una diversa.
Mi spiace di aver deluso una persona importante ma è la legge del gol.
Spero di riuscire a vedere Danton con il mostro qua a fianco.
Forse parlerò del perchè lo amo tantissimo.
Buon week end amici
mau
http://www.linus.net/hdoc/fumetti/getfuzzy.asp
i personaggi di questo fumetto stupendevole.
Mau
http://www.linus.net/hdoc/articoli/articolo.asp?idarticoli=323&startposition=1
rubrica più bella di tutti i tempi e pure di più.
fumetto della vita: Get Fuzzy ma anche Suck my duck non scherza affatto.
I Peanuts sono eterni. Che rivista avanti, dio mio.
Mau
E' troppo bello scovare i cd che cercavi. Troppo una soddisfazione passare e vederlì lì ad aspettarti, usanze di una generazione che sta passando di moda in fretta. Chi se ne importa?
A ben guardare il supporto che ancora è il migliore come qualità d'ascolto è proprio l'LP. Quindi inculatevi voi e gli mpstocazzo.
Ieri da Ricordi (GIURO!) passeggiavo con il dvd di Alì e cosa ti trovo?

Alla fnac l'esperto del settore quando gli chiesi di questo triplo gioiello mi rispose
"eh ma ormai Laswell ha la sua età"
e lo chiedete a me cosa volesse dire? mica ho capito. decisi di attendere e ieri finalmente era nelle mie mani.
Per ora ho avuto solo tempo di sentire i primo. Raccolta di studio, registrazioni dell'82.
C'è elettronica sulle prime, e tanta targata ovviamente eighties (Ricordo che Laswell suona il basso in My life in the bush of ghost), c'è tanto ritmo e il basso dello zio Bill che pulsa fiero.
Poi la faccenda si allarga al Soul e al Funk. Voci di donne e uomini, schitarrate elettriche e fiati come tuonasse!
Viene solo voglia di ricomicniare daccapo, quando termina.
Poi ci sarà il secondo e il terzo, un live a Osaka con Shankar e due percussionisti.

Ho paura poi di ascoltare questo dubbazzo indiano sempre prodotto da Bill...
udite udite... al basso
Jah Wobble!!!!! Mito!!!
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Vengo a sapere che il fan club dei Tool si chiama Inconscio Collettivo.
Ora, non vorrei, non è che si esagera un po'? no, vero? Lo sospettavo. Sto ascoltando i Tool in sto periodo, non so perchè. C'ho voglia, sarà l'estate ma in Corsica mi porto i Beach Boys, Yo la tengo, Nomeansno e Low.
Sono invece assai deluso dal fatto che i King crimson non stanno preparando alcunchè di nuovo, li mortacci loro. Ho una gran voglia di rivederli e avevo saputo che il mio amatissimo Gavin Harrison era il loro nuovo secondo batterista e che era rientrato pure Tony Levin. Ho bisogno di nuovi Crimson porca paletta.
Intanto mi sparo una Santa Pasqua a base di Lark's tongues in Aspic, Red, e un po' di ultime cose. Il loro sito è pieno di primizie, fra l'altro... che gruppo, che gruppo!
Mau
me l'avete uccisa, ma tu guarda quanto cazzo era bella. coca, morfina e alcool. Hippy di merda, fate il cazzo che volete ma non fate figli, non li meritate.
chi non sa stare al mondo e deve assumere sostanze per tenere il peso di un'esistenza che EVIDENTEMENTE, non sanno sopportare; chi deve fuggire in luoghi che poi sarebbero Sacri (ma che cazzo ne capiranno?) perchè i loro non li aggradano, tutte queste persone non devono fare figli.
fare un figlio e portarlo ai rave è allo stesso livello di imporgli degli studi che non avrebbe scelto o tutte le altre imposizioni che passano spesso inosservate.
che nascano con la possibilità di fare tutto quello che vogliono come ce l'ho io, non è difficile e che almeno chi non è capace di intendere e volere (come chi abusa di sostanze) venga messo nell'impossibilità di procreare per il bene di tutti.
mau
Oggi Luigi tenco compirebbe 70 anni. Autore di tante canzoni profondissime e autentiche. Con la scena genovese fu tra i traghettatori della canzone italiana nel mondo moderno. Influenzati dai francesi o dagli americani s'inventarono chansonnier bla bla bla.
Di Tenco ricordiamo poche canzoni, in realtà; le perle nascoste sono tante e spesso sono messe un po' in ombra da arrangiamenti datati. Lui non ha voluto restare per metterle in ordine coi suoni d'oggi. Non ti sei perso un cazzo, Luigi.
Conosco anche due tributi a Tenco. Mi ricordo di Ragazzo mio di Ivano (simile a quella della Bertè), Se stasera sono qui di Meg e Roy Paci (Meg lì la amo tantissimo), Ciao amore Ciao di Finardi e l'altra di Casale diverse ma ugualmente trascinanti. Grande A. Daolio che parla prima di accennare Se stasera sono qui... chissà se in rete si trova quel bellissimo momento. E poi altri.
Stamattina l'ottima radio capital (Vero fab?) ha ricordato la ricorrenza e poi ha passato Mi sono innamorato di te allietando la mia toeletta mattutina. Ho alzato il volume e l'ho cantata tutta col cuore spalancato.
E' questa però che voglio copiare e farvi rileggere nel ricordare che oggi Alda Merini compie 77 anni.
77, le gambe delle donne.
Mau
Io sono uno
che parla troppo poco, questo è vero
ma nel mondo c'è già tanta gente
che parla, parla, parla sempre
che pretende di farsi sentire
e non ha niente da dire.
Io sono uno
che sorride di rado, questo è vero
ma in giro ce ne sono già tanti
che ridono e sorridono sempre
però poi non ti dicono mai
cosa pensano dentro.
Io sono uno
che non dice chi è la sua donna, questo è vero
perchè non ammiro la gente
che prima implora un po' d'amore
e poi non appena l'ha avuto
lo va a raccontare.
Io sono uno
che non nasconde le sue idee, questo è vero
perchè non mi piacciono quelli
che vogliono andar d'accordo con tutti
e che cambiano ogni volta bandiera
per tirare a campare.
Finalmente ho visto questo documentario. Non mi disperdo in dettagli noiosi a proprosito del contenuto perchè sono facilmente raccattabili e molti l'hanno visto.
Alì, che personaggio. Quante parole, sempre troppe. Quanta vanità. Lui ci credeva sul serio che era Dio a guidarlo. E quel brutto slogan "ALì Buma yè"- Alì uccidilo. E Foreman, più potente di Alì e favorito, che dice che quello slogan lui per sè non lo vuole. Preferirebbe Foreman ama l'Africa.
Controverso Alì, bello e con la lingua di cobra. Dispensa consigli come non drogatevi e non mangiate troppi dolci. Solo in America possono prendere sul serio e idolatrare un personaggio così vanaglorioso e supponente. Bello, potente e vuoto.
Forse è perchè non sono nero e non siamo negli anni sessanta, ma mi terrei stretto (così per dirne uno) Pasolini.
Insomma, anche per i ragazzi che a vent'anni si trovano a voler leggere e vedere. Diamo loro miti migliori e diciamogli che la pubblicità è ingannevole. Impossible is nothing, sì certo ma con la testa please.
Pensa se sotto la scritta Impossible is nothing ci fosse Joyce!
Mau

Riporto un breve florilegio di collegamenti ad articoli apparsi di recente su Repubblica relativi ai fatti di Bolzaneto.
L'inferno di Bolzaneto
L'infame di Bolzaneto
La notte della democrazia
Garage Olimpo
La prossima volta che qualcuno vi insinua nel cervello che in Italia i giornali sono tutti uguali voi allungategli un destro fortissimo alla bocca dello stomaco.
Guccini ha scritto probabilmente l'ultimo capolavoro della sua vita artistica in relazione agli eventi del Social forum del 2001.
Ne riporto il testo. E' raro trovare una canzone in sintonia cosi' perfetta con lo spirito dei tempi (d'allora).
Peraltro credo che il verso relativo agli uomini freddi e agli uomini caldi sia velatamente allusivo ad una affermazione del Duce sulla debolezza degli "uomini tiepidi" e sulla forza degli uomini di temperamento estremo, ma ahime' non ricordo la frase a mente.
"Piacere di incontri a grappoli, ideali identici, Essere e Avere".
Chapeau.
Fab
Genova, schiacciata sul mare, sembra cercare
respiro al largo, verso l'orizzonte.
Genova, repubblicana di cuore, vento di sale,
d'anima forte.
Genova che si perde in centro nei labirintici vecchi carrugi,
parole antiche e nuove sparate a colpi come da archibugi.
Genova, quella giornata di luglio, d'un caldo torrido
d'Africa nera.
Sfera di sole a piombo, rombo di gente, tesa atmosfera.
Nera o blu l'uniforme, precisi gli ordini, sudore e rabbia;
facce e scudi da Opliti, l'odio di dentro come una scabbia.
Ma poco più lontano, un pensionato ed un vecchio cane
guardavano un aeroplano che lento andava macchiando il mare;
una voce spezzava l'urlare estatico dei bambini.
Panni distesi al sole, come una beffa, dentro ai giardini.
Uscir di casa a vent'anni è quasi un obbligo, quasi un dovere,
piacere d'incontri a grappoli, ideali identici, essere e avere,
la grande folla chiama, canti e colori, grida ed avanza,
sfida il sole implacabile, quasi incredibile passo di danza.
Genova chiusa da sbarre, Genova soffre come in prigione,
Genova marcata a vista attende un soffio di liberazione.
Dentro gli uffici uomini freddi discutono la strategia
e uomini caldi esplodono un colpo secco, morte e follia.
Si rompe il tempo e l'attimo, per un istante, resta sospeso,
appeso al buio e al niente, poi l'assurdo video ritorna acceso;
marionette si muovono, cercando alibi per quelle vite
dissipate e disperse nell'aspro odore della cordite.
Genova non sa ancora niente, lenta agonizza, fuoco e rumore,
ma come quella vita giovane spenta, Genova muore.
Per quanti giorni l'odio colpirà ancora a mani piene.
Genova risponde al porto con l'urlo alto delle sirene.
Poi tutto ricomincia come ogni giorno e chi ha la ragione,
dico nobili uomini, danno implacabile giustificazione,
come ci fosse un modo, uno soltanto, per riportare
una vita troncata, tutta una vita da immaginare.
Genova non ha scordato perché è difficile dimenticare,
c'è traffico, mare e accento danzante e vicoli da camminare.
La Lanterna impassibile guarda da secoli gli scogli e l'onda.
Ritorna come sempre, quasi normale, piazza Alimonda.
La "salvia splendens" luccica, copre un'aiuola triangolare,
viaggia il traffico solito scorrendo rapido e irregolare.
Dal bar caffè e grappini, verde un'edicola vende la vita.
Resta, amara e indelebile, la traccia aperta di una ferita
l'appuntamento è a casa del Pacio, la nuova casa del Pacio. Più o meno mezza Milano sa che il Pacio ha una casa, ora.
Ci passano a prendere e via all'aperiivo di laurea di una laureanda che non conoscevo. Chiacchere, birra, cibo, birra, chiacchere sulla casa del Pacio, sigaretta. Poi si deve andare ma c'è una sorpresa.
Arriva lei.
Io e Pacio (che ha una nuova casa, ci tiene a precisare) improvvisamente diventiamo molto felici. Invitiamo tutti dove stiamo andando ma sappiamo che non verranno. Cioè, io lo so lui un po' ci crede. E' il bello del Pacio.
Un po' beviamo, un po' attendiamo, un po' speriamo. Il posto è come al solito stupendo e chi lo gestisce ormai ci fa festa.
Lei. Lei è come un miracolo nell'immondizia che circonda noi romantici. Lei. che occhi, che sorriso. E i capelli? che capelli. La serata finisce alla svelta.
I poeti poi tornano alle vetture, la pioggia comincia a rigare i finestrini
Sono stanco e l'indomani ho le prove di un nuovo spettacolo. L'ho saputo in serata, un sms della Vale. Che bello!
Sono in macchina, squilla il cellulare. E' il Pacio che dall'altra parte della strada mi annuncia che ha invitato le amche per il bicchiere della staffa nel suo nuovo appartamento (di cui tutta Milano ora è a conoscenza).
Dico no. Domani prove, no.
Metto in moto, aziono il tergicristallo. Mentre mi accendo una sigaretta parte il primo pezzo dell'album Trust dei Low
arriva un messaggino, è il Pacio (che ha un nuovo appartamento) che mi dice che lei non è venuta e che resterà "un sogno non inquinato dalla realtà". Grande.
sorrido, fumo, rialzo un po' il finestrino e mentre porto la sigaretta alle labbra i Low incedono maestosi a due voci, come un vento caldo e le parole sono da leggere tutte fino in fondo:
knew this girl when i was young
she took her spikes from everyone
one night she swallowed up the lake
that's how you sing amazing grace
amazing grace
amazing grace
it sounds like razors in my ears
that bell's been ringing now for years
someday i'll give it all away
that's how you sing amazing grace
oh, can you hear that sweet sweet sound
yeah, i was lost but now i'm found
sometimes there's nothing left to save
that's how you sing amazing grace
amazing grace
amazing grace
that's how you sing amazing grace
parcheggio la macchina e spengo nell'esatto istante in cui la traccia si conclude e, sì, mi sento fortunato a saper godere delle piccole cose che sono rare certezze:
la figa
l'amore
il sogno
il pacio ha un nuovo appartamento.
Mau