"Le cose degli amici sono comuni" (Platone, Fedro)

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venerdì, 06 febbraio 2009
La grande normalizzazione

Ci sono cose semplicemente inaccettabili, al di là di qualunque coloritura politica.
Eccone una:

http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/politica/dl-sicurezza/dl-sicurezza/dl-sicurezza.html

E molti di quelli che hanno votato questa legge si professano "cristiani".
Avessero letto almeno una volta il Vangelo, nella loro vita, sarebbero inciampati in questo:

"Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi."
(Matteo, 25)


Al riguardo, vi rimbalzo 'sta cosa dal blog di Alessandro Gilioli.


"E’ passata alla Camera la norma che impone ai medici delle strutture pubbliche di segnalare alle autorità i clandestini malati.

Alt, fermi, nessuna indignazione ideologica: vediamone solo gli effetti concreti, ragioniamo secondo il famoso buon senso invocato da molti.

Se un clandestino si ammala, non va più all’ospedale. E non avendo i soldi per una clinica privata, non si cura. Se è contagioso, diffonde la sua malattia. Se ha la scabbia o la Tbc o altre patologie - che magari si è portato dietro dal suo paese o si è preso nelle condizioni igieniche in cui vivono molti immigrati clandestini - diventa una bomba biologica che girà in metrò e per strada; e magari ha una moglie che accudisce un bambino milanese, o una sorella che fa la badante a nostra nonna, o un figlio che va alla scuola pubblica a Roma, e così via.

Effetti finali: ritorno epidemico di alcune malattie da tempo debellate in Europa ma ancora diffuse nel terzo mondo; creazione probabile di una sorta di subcircuito di sanità illegale con sanatori clandestini per immigrati; esplosione di nuovi sentimenti razzisti di massa verso gli extracomunitari; aumento della spesa nella sanità pubblica per la cura degli italiani contagiati.

Ottimo lavoro, ministro Maroni."


Fab

Postato da: Popinga a 12:29 | link | commenti (1)

martedì, 13 gennaio 2009
13 gennaio 1999


Faber



Il 13 gennaio del 1999 io e il Mau eravamo a Genova.
Come tanti altri.
Chi c'era non dimenticherà l'atmosfera che c'era nel piazzale, nella chiesa del Carignano, a Staglieno.
Questa canzone parla di quello. E' di Alessio Lega. Sta nel cd "Genova Porta dei Canti", che è introvabile, ma nel suo sito potete scaricarne una versione per sola chitarra e voce.


Fab




I funerali del pirata


È cominciato giù dal treno
col suo rasoio sulla faccia
il vento contro, a farci freno
il tempo a prenderci le braccia

e trascinarci nella folla
in un forzato abbraccio stretto
in un pensiero che t’incolla
il pianto all’argine del petto

È cominciata un’ora prima e ancora adesso non ha fine
ho visto gente venir sola e sola stare sul confine
e dalla riva ad altra riva, fra un’ora sola e una giornata
inciampò il tempo alla sua corsa ai funerali del pirata.

E la marea di un mondo intero
montava lenta nel piazzale
con la tempesta nel pensiero
certo sognai o sentii male

ma dalla chiesa lì di fronte
dall’altoparlante interno
“non beneditemi, non serve a niente
tanto ci sono già all’inferno”

“Forse son sordo?!” e mi voltai incerto, incredulo, indeciso
e vidi una smorfia come un solco, come una specie di sorriso
mi dissi “un vecchio pescatore” dal puzzo di acqua salata
ai funerali di un collega, ai funerali del pirata.

Con gli occhi rossi e il cappello in mano
i maschi eternamente in fregola
facevano ala però invano
alla più bella che di regola

dissuase in fretta i battaglioni
con forza ma anche con amore
“oggi niente prenotazioni
-disse- almeno per due ore!”

Ce lo spiegò poi un ragioniere “È lutto di categoria
per le bambine, i travestiti, lavoratori della via
per le regine brasiliane, le principesse della strada
ai funerali del poeta, ai funerali del pirata!”

C’era chi bestemmiava al vento
come dicesse una preghiera
e c’era chi tingeva il pianto
al nero della sua bandiera

lì mi fermai, giunto alla meta
e contro il cielo alzai il mio pugno
fra chi perdeva oltre il poeta
il grande apostolo, il compagno

che senza mai montare in scranno e senza stare a dar lezioni
mostrava al mondo un’altra strada nascosta nelle sue canzoni
di un pacifismo così estremo ch’era una guerra disperata
fra questo mondo assurdo e osceno e la bandiera del pirata

si presentava in campo nero
col fiore rosso di futuro
lo strappo aperto al cielo scuro
un sole di fiamma e pensiero

un qualche modo di trovare
nell’affannosa solitudine
di tutti noi, nell’abitudine
di stare a farci comandare

una risposta, un cielo terso
alla boriosa intolleranza
su cui sta la maggioranza
a condannare ogni diverso

e ogni diverso aveva canti
sbocciati dalla sua ferita
come capir che nella vita
a esser diversi siamo in tanti...

Tanti milioni di diversi, zingari persi da invitare
un giorno ad imbarcarsi e correre all’arrembaggio di ogni mare
in alto a fustigar le nuvole una bandiera spalancata
in basso noi con le sue favole principe libero, pirata!

Dicemmo “Allora quando passa
nel legno stretto, sai l’impaccio!
Tredici uomini e la cassa
e qui di rhum nemmeno un goccio!”

Dicemmo ”Allora andiamo via
troppa tristezza senza premio
lasciamo pure l’omelia
a chi è imbecille, o a chi è astemio!”

Per strada incontrammo un Cristo che come noi già disgustato
veniva via da quella chiesa, ma era un apocrifo, spostato
ci confidò una magia che ci sarebbe anche piaciuta
come cambiare l’acqua in vino per fare un brindisi al pirata!

Passammo in fondo a un’osteria
il resto di quella giornata
tre litri e poi la compagnia
era già meno disperata

bevemmo contro le ore ladre
parlammo e stemmo lì a sentire
di un nano che ci offrì la madre
per millecinquecento lire

“Una per me è già di troppo!” Così ci alzammo e congedati
tutti gli amici di quel posto ed i blasfemi e i pensionati
caracollammo per i vicoli incerti alla cattiva strada
che conducesse fino al porto, il porto del nostro pirata

e lì enorme nella sera
ed infinitamente bello
battente la bandiera nera
era ancorato il suo battello

disteso placido aspettava
il vento tiepido di un maggio
mille canzoni nella stiva
pronto a tornare all’arrembaggio

prendemmo posto, chi sul ponte, chi di cambusa, chi in vedetta
urlando i versi del poeta come se fossero vendetta
come se fossero l’amore che ti portiamo, contro il mare
pirata, manchi solo tu, noi siamo pronti per salpare!

Postato da: Popinga a 13:07 | link | commenti (3)

mercoledì, 07 gennaio 2009
Come editare gratuitamente i files PDF

Ok, questo non è proprio un blog da tecnogeek, però l'argomento può essere interessante per tutti.
 
Vi è mai capitato di dover editare un file pdf e non sapere come fare?
Adesso potete farlo senza dover acquistare Adobe Acrobat (scaricare Adobe Acrobat da Emule non è considerato un'alternativa valida, capito, piratoni? :p)
 
Vi basterà scaricare e installare l'ultima versione di Openoffice.org 3.0 da qui:
 
http://it.openoffice.org/
 
Per chi non lo sapesse, Open Office è una validissima alternativa Open Source (*) alla suite per ufficio Microsoft Office.  È disponibile per Linux, Windows, Mac e Solaris :O
  
Poi dovete scaricare l'estensione PDF Import per il vostro sistema operativo da qui:
 
http://extensions.services.openoffice.org/project/pdfimport
 
Salvate il file pdfimport.oxt da qualche parte.
 
Ora non vi resta che aprire openoffice, aprire il menu Strumenti, aprire "Gestione Estensioni", cliccare su "aggiungi", e puntare al file pdfimport.oxt che avete appena salvato.
 
Riavviate openoffice, provate ad aprire un file pdf, editate a volontà e salvate ^__^
 
 
Fab


(*) Open Source significa "libero e gratuito":
http://it.wikipedia.org/wiki/Open_source

Postato da: Popinga a 15:36 | link | commenti (1)
open source

domenica, 28 dicembre 2008
L'allegra pubblicitĂ  Emirates

Non so perché, ma l'ultima réclame televisiva della Emirates Airlines mi inquieta alquanto. Sarà per la schermata finale:


Dubai: L'Ultima Destinazione



(Sarà invece per la recente trasferta a Torino, dove le pubblicità di questo tipo fioccano, eh, Volpe?)

Fab

Postato da: Popinga a 19:12 | link | commenti (2)

mercoledì, 24 dicembre 2008
post per te, che hai un natale normale e per me che parto

zaino praticamente pronto, i cd a caricare sull'mp3:

ray lamontagne, van morrison con chieftains, tim buckley, robbie robertson, modena city ramblers, grant lee buffalo, pogues, mark olson, yo yo mundi (l'ultimo Disco Rosso è bellissimo).

mille motivi per partire, qualcuno per tornare fra cui tu, che fai il natale coi crismi e io non ci sarei stato bene in questi giorni. con te sono autentico e non sistemo troppo casa prima che tu venga a portarci la tua magnifica essenza e il tuo sorriso, con te posso andare e sapere che ripartiremo da dove ci siamo lasciati coi nostri casini da lasciare alle spalle, e la fiducia da costruire.

perchè con te è bello mettere su un disco, all'alba per addormentarsi. bisogna averne sempre di nuovi e io ne ho sempre.

vedrò un po' anche coi tuoi occhi Dublino e Belfast e brinderò come fossi lì anche te, che c'hai il natale ed è giusto così.

buon natale a tutti mentre cerco d'imparare wild rover

buon natale al mio co bloggher che mi perdona sempre

buon natale alla volpe che se mi odia fa solo bene

Mauro

 

Postato da: Popinga a 15:50 | link | commenti (1)

lunedì, 22 dicembre 2008
Trenitalia: "ci scusiamo per il disagio"


Sul treno regionale (*) 2036 quei geni di trenitalia hanno escogitato un metodo eccellente per mantenere la temperatura media intorno ai 21 gradi: riscaldano una carrozza alla temperatura della ceralacca fusa (circa 110 gradi) e lasciano spento il riscaldamento di quella successiva, che ben presto raggiunge i meno 70 (lo potete constatare dalla liquefazione dell'azoto, di cui per fortuna avevo un campione nella borsa). E così via alternando.

A ciò si aggiunga il viaggio allucinante di quest'oggi: Torino Pisa otto ore, grazie al malfunzionamento del sistema di prenotazione delle infernali biglietterie automatiche. A ciò si aggiunga tutto quello che ho dovuto subire in 11 anni di pendolarismo, che ci potrei scrivere sopra uno zibaldone così [fa il gesto con le mani].

Dirigenti di trenitalia: che il Dio dei viaggiatori vi fulmini. Sappiate che niente restera' impunito.

Fab


(*) in fondo non si capisce perche' mai si debba chiamare "regionale" se parte da livorno e arriva a milano?!

Postato da: Popinga a 17:00 | link | commenti (3)

venerdì, 12 dicembre 2008
Undicesimo, non ratificare


"Se lo vogliamo, gran parte degli ecosistemi e delle specie attualmente esistenti potranno uscire dal tunnel. I mezzi esistono, e vengono già applicati a livello locale e nazionale in tutto il mondo, anche se sporadicamente. Lo sforzo in corso è lungi dall'essere adeguato a salvare il grosso delle specie che hanno raggiunto il livello critico. Ma intanto il processo ha preso avvio e ovunque nel mondo riceve comprensione, approvazione e sostegno. Il numero di nazioni indipendenti che s'impegnano a passare all'azione cresce rapidamente: nel 2002, 188 paesi avevano sottoscritto la Convenzione sulla Biodiversità decisa dieci anni prima al vertice di Rio. Gli Stati Uniti, ideologicamente isolazionisti su tutte le questioni ad eccezione del commercio, del turismo e dell'espansione della democrazia, erano e restano tuttora non firmatari, insieme ad Andorra, Brunei, Iraq, Somalia, Timor Est e Città del Vaticano."

(La Creazione, Edward O. Wilson - Adelphi, 2008)


Tirando le somme, per quanto ne so, abbiamo le seguenti mancate ratifiche:

- diritti dei disabili
- depenalizzazione del reato di omosessualità
- difesa della biodiversità


Se desiderate l'affossamento di qualche altra tematica di fondamentale importanza in discussione al Palazzo di Vetro, mandate una cartolina al Vaticano, ci sta che accettino il suggerimento.


Fab

Postato da: Popinga a 15:02 | link | commenti
papa, adelphi

martedì, 09 dicembre 2008
Le nostre ricette: Gnocchio alla Sant'Eufistio

Un poco in controtendenza rispetto alle riviste di cucina tradizionali, in prossimità delle feste ci accingiamo a proporre una ricetta facile, veloce e leggera per depurarvi dagli esiziali effetti dei cenoni di Natale e Capodanno. Grazie al giovane Agostino per la casa, gl'ingredienti e l'insostituibile  senso della misura: in cucina il senso della proporzione è tutto.
 
Ingredienti per due persone
 
- 3 wurstel (o briusti) belli grossi di puro Suino
- Poco più di mezza confezione di Agaricus Bisporus (sono quei fungoni bianchi che vendono nei supermercati)
- 2 cucchiaj d'olio
- 80 ml di latte
- 3 noci di burro (diciamo mezzo panetto, va')
- Pepe ad libitum (o ad infinitum)
- Parmigiano grattugiato ad infinitum
- Formaggio di Kaori 100 gr
- 1 kg di Gnocchio
- 2 cucchiaj da caffè colmi di crema di peperoncino piccante
 
 
 
Preparazione
 
Si prenda un tegame o padella bella larga. Dapprima tagliate i wrustels e i fungi a pezzettoni e metteteli da parte.
 
031020081051
L'idea di base è di creare un sostituto della panna, che non sempre si trova in tutti i frighi, per amalgamare gli gnocchi col tritello di wiustis e fungi. Perciò dovrete far scaldare l'olio nel suddetto tegame e aggiungere gradualmente parmigiano, burro, pepe e latte mescolando per amalgamare il tutto. Alla fine aggiungete ancora parmigiano e impreziosite colla crema di peperoncino piccante. Il risultato sarà simile a questo:
031020081053A questo punto prendete il tritume e buttatelo poco per volta nel tegame, mescolandolo all'amalgama, così:

031020081057
Poi prendete un bel pentolone, riempitelo d'acqua e portatelo a bollore. Salate con sale grosso e buttate gli gnocchio (1 kg). Gli gnocchi ci metteranno circa tre minuti ad affiorare. Appena vengono a galla catturateli con qualche strumento appropriato e buttateli nel tegame (se ci stanno).

031020081058
Mescolate bene, fate mantecare (?) e servite.

031020081060
Lasciatevelo dire, beati voi che mangerete di questa pietanza.
Se volete aggiungere a questo primo un secondo degno di questo nome, rimanete sintonizzati per la ricetta delle Mazzencolle Burro & Birra.


Fab

Postato da: Popinga a 12:56 | link | commenti (2)
fegato

venerdì, 28 novembre 2008
Madrid, Capitale Europea della SobrietĂ 

 
Riecco il vostro Affezionatissimo, che ultimamente è stato un po' indaffarato nella preparazione di un progetto per una serie di serate a carattere teatrale e musicale (se la cosa non va in porto egli farà esplodere la sua figura), ma soprattutto ha passato diversi giorni per ragioni lavorative in quel di Madrid. Il fatto che egli scriva di sé in terza persona è senza dubbio indizio del raggiungimento di un nuovo livello di ottusità, roba che neanche Fabbrizzio Ravanelli.
 
Torno alla prima persona. Ecco, Madrid è veramente la capitale europea della sobrietà per le ragioni che ora andrò enarrando. Se avrete la pazienza di seguirmi scoprirete che non si tratta affatto di una facezia.
 
Orbene, sono arrivato all'aeroporto della capitale il sabato pomeriggio, in condizioni non proprio ottimali, è vero, a causa di una certa rimpatriata fra ex coinquilini che la sera innanzi aveva esatto (p. passato di “esigere”) una ininterrotta teoria di libagioni. Tempo d'orientarsi nel laberinto della metro ed eccomi all'hostal Sardinero (laddove per hostal s'intende un albergo a metà fra il sordido e l'economico). M'accolgono le simpatiche signore col loro ottimo francese. Tempo di cambiarmi ed eccomi in strada, destinazione plaza mayor, dove mi rinfranco con un caffè-troiaio. Poi vengo calamitato in un bugigattolo che mi sorprende subito per le gigantografie autografate dei Beatles e del malvagio folletto giapponese. Ordino bocadillos con calamares, che sarebbe un panino traboccante calamari fritti, e una cerveza. Esco e mi fiondo in Plaza de Santa Ana alla Cerveceria Alemana, laddove era solito svernare Hemingway (proprio a 50 metri dall'hostal – scelta ovviamente non casuale), e mi diluvio due cervezas (1,75€ cad), un bicchiedere di Fundador, olive, e un piatto d'acciughe marinées. Cambio ancora mescita, e stavolta entro alla Cueva del Faisan, proprio sotto alla sede di Solidaridad Obrera. Faccio amicizia con un francese, cliente abituale, che guardava la partita e coi baristi, e mi gusto una cerveza Alhambra e due Mojitos (c'era l'happy hour, che fortuna, eh?). Col francese, tale Yanick, andiamo a mangiare tapas. Breve definizione di tapas: tutto quello che mangi con la birra. Tapas di salamone + cerveza, tapas di polpo + cerveza, tapas di formaggi + cerveza. Paghiamo, usciamo, andiamo in una rumeria dove prendiamo un rum doppio in bicchiere grande. Si torna alla Cueva del Faisan, dove i baristi ci accolgono proiettando il concerto di The Wall del 1990 (quello con Sinead o' Connor e Cindy Lauper) e ci dissetano con diverse tequilas sale e limone (una bottiglia in due, ma questa è una confidenza che m'ha fatto il barista la settimana dopo, quando ci siamo incontrati a Roma), e ancora birre e diverse qualità di strani liquori gialli spagnoli. Verso le tre il francese va a casa, mi confida di stare un po' male, mi lascia il numero di telefono, che verifico per precauzione, e ci diamo appuntamento all'indomani. La cueva chiude, io esco, faccio per andare in albergo ma mi intercetta un senegalese (forse?), che mi afferra per un braccio e mi trascina da un kebabbaro, dove mangiamo doner kebab e beviamo un po' di birra (quanta sinceramente non so).
 
Non so come trovo la forza uscire da quel posto (che l'indomani non sarò più in grado di rintracciare), mi dirigo verso l'hostal, in un momento di follia provo a leggere l'ultimo di Calasso (pazzo!!! in che condizioni!!!) e mi addormento.
 
Mi sveglio l'indomani mattina alle 12.30. Scendo in strada. Sento il sistema immunitario gravemente compromesso dalla serata precedente. Avete mica in mente quelle situazioni in cui siete sicuri che vi sta per venire la febbre? Quelle. Entro in una cioccolateria. Ordino cioccolata calda con churros, che son roba fritta, dolce, da zuppare nella cioccolata, una cerveza e patatine. Dopo mezzora son ristabilito. Mi dirigo verso il museo Reina Sofia, che trovo chiuso. E' in quel momento che noto una serie di cartelli che facevan bella mostra di sé per la strada. Era il 16 settembre 2008, e questa è la foto del cartello.


Dia Sin Alcohol



15 novembre. La sera prima. Giornata nazionale senza alcohol.
In quel momento, capirete, la giornata ha rischiato di prendere una piega esistenzialista esiziale.
Così alle 16.00 sono andato a pranzare (siano benedetti gli orari dei pasti spagnoli!), gazpacho, cerveza, olive, vino rosso di Rioja, frittata e caffé.
Torno alla Cueva del Faisan. Il barista mi fa: Ehi, come va la testa? Ierisera mucha fiesta, eh?

La qual cosa, detta da un madrileno, ha l'effetto di una fenomenale fellatio per l'ego di un bevitore.


Fine della prima parte. Chissà se ce ne saranno altre. Mi premeva perlomeno dire due cose sui fantastici musei di Madrid. Comunque il francese di cui sopra è rimasto irraggiungibile per i quattro giorni successivi, e lo è tuttora. Yanick, se mi leggi, i tuoi amici baristi madrileni ti aspettano. See you in the next life.


Fab

Postato da: Popinga a 20:02 | link | commenti (1)
madrid, bucoschi, cueva del faisan

martedì, 11 novembre 2008
In cauda Mauronem

(ricevo e volentieri pubblico - Fab)






Ed ecco-a grande richiesta-il trailer del lungometraggio

L'Invasione degli Astronazi
 
tra gli interpreti noterete una faccia familiare!
 
 
qui intervista al regista
 
 
http://indie.horror.it/2008/07/intervista-ad-alberto-genovese/#more-36
 
goduria
Mau

Postato da: Popinga a 15:56 | link | commenti (1)