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Ci sono cose semplicemente inaccettabili, al di là di qualunque coloritura politica.
Eccone una:
http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/politica/dl-sicurezza/dl-sicurezza/dl-sicurezza.html
E molti di quelli che hanno votato questa legge si professano "cristiani".
Avessero letto almeno una volta il Vangelo, nella loro vita, sarebbero inciampati in questo:
"Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi."
(Matteo, 25)
Al riguardo, vi rimbalzo 'sta cosa dal blog di Alessandro Gilioli.
"E’ passata alla Camera la norma che impone ai medici delle strutture pubbliche di segnalare alle autorità i clandestini malati.
Alt, fermi, nessuna indignazione ideologica: vediamone solo gli effetti concreti, ragioniamo secondo il famoso buon senso invocato da molti.
Se un clandestino si ammala, non va più all’ospedale. E non avendo i soldi per una clinica privata, non si cura. Se è contagioso, diffonde la sua malattia. Se ha la scabbia o la Tbc o altre patologie - che magari si è portato dietro dal suo paese o si è preso nelle condizioni igieniche in cui vivono molti immigrati clandestini - diventa una bomba biologica che girà in metrò e per strada; e magari ha una moglie che accudisce un bambino milanese, o una sorella che fa la badante a nostra nonna, o un figlio che va alla scuola pubblica a Roma, e così via.
Effetti finali: ritorno epidemico di alcune malattie da tempo debellate in Europa ma ancora diffuse nel terzo mondo; creazione probabile di una sorta di subcircuito di sanità illegale con sanatori clandestini per immigrati; esplosione di nuovi sentimenti razzisti di massa verso gli extracomunitari; aumento della spesa nella sanità pubblica per la cura degli italiani contagiati.
Ottimo lavoro, ministro Maroni."

Ok, questo non è proprio un blog da tecnogeek, però l'argomento può essere interessante per tutti.
Vi è mai capitato di dover editare un file pdf e non sapere come fare?
Adesso potete farlo senza dover acquistare Adobe Acrobat (scaricare Adobe Acrobat da Emule non è considerato un'alternativa valida, capito, piratoni? :p)
Vi basterà scaricare e installare l'ultima versione di Openoffice.org 3.0 da qui:
http://it.openoffice.org/
Per chi non lo sapesse, Open Office è una validissima alternativa Open Source (*) alla suite per ufficio Microsoft Office. È disponibile per Linux, Windows, Mac e Solaris :O
Poi dovete scaricare l'estensione PDF Import per il vostro sistema operativo da qui:
http://extensions.services.openoffice.org/project/pdfimport
Salvate il file pdfimport.oxt da qualche parte.
Ora non vi resta che aprire openoffice, aprire il menu Strumenti, aprire "Gestione Estensioni", cliccare su "aggiungi", e puntare al file pdfimport.oxt che avete appena salvato.
Riavviate openoffice, provate ad aprire un file pdf, editate a volontà e salvate ^__^
Fab
(*) Open Source significa "libero e gratuito":
http://it.wikipedia.org/wiki/Open_source
Non so perché, ma l'ultima réclame televisiva della Emirates Airlines mi inquieta alquanto. Sarà per la schermata finale:
zaino praticamente pronto, i cd a caricare sull'mp3:
ray lamontagne, van morrison con chieftains, tim buckley, robbie robertson, modena city ramblers, grant lee buffalo, pogues, mark olson, yo yo mundi (l'ultimo Disco Rosso è bellissimo).
mille motivi per partire, qualcuno per tornare fra cui tu, che fai il natale coi crismi e io non ci sarei stato bene in questi giorni. con te sono autentico e non sistemo troppo casa prima che tu venga a portarci la tua magnifica essenza e il tuo sorriso, con te posso andare e sapere che ripartiremo da dove ci siamo lasciati coi nostri casini da lasciare alle spalle, e la fiducia da costruire.
perchè con te è bello mettere su un disco, all'alba per addormentarsi. bisogna averne sempre di nuovi e io ne ho sempre.
vedrò un po' anche coi tuoi occhi Dublino e Belfast e brinderò come fossi lì anche te, che c'hai il natale ed è giusto così.
buon natale a tutti mentre cerco d'imparare wild rover
buon natale al mio co bloggher che mi perdona sempre
buon natale alla volpe che se mi odia fa solo bene
Mauro
Sul treno regionale (*) 2036 quei geni di trenitalia hanno escogitato un metodo eccellente per mantenere la temperatura media intorno ai 21 gradi: riscaldano una carrozza alla temperatura della ceralacca fusa (circa 110 gradi) e lasciano spento il riscaldamento di quella successiva, che ben presto raggiunge i meno 70 (lo potete constatare dalla liquefazione dell'azoto, di cui per fortuna avevo un campione nella borsa). E così via alternando.
A ciò si aggiunga il viaggio allucinante di quest'oggi: Torino Pisa otto ore, grazie al malfunzionamento del sistema di prenotazione delle infernali biglietterie automatiche. A ciò si aggiunga tutto quello che ho dovuto subire in 11 anni di pendolarismo, che ci potrei scrivere sopra uno zibaldone così [fa il gesto con le mani].
Dirigenti di trenitalia: che il Dio dei viaggiatori vi fulmini. Sappiate che niente restera' impunito.
Fab
(*) in fondo non si capisce perche' mai si debba chiamare "regionale" se parte da livorno e arriva a milano?!
"Se lo vogliamo, gran parte degli ecosistemi e delle specie attualmente esistenti potranno uscire dal tunnel. I mezzi esistono, e vengono già applicati a livello locale e nazionale in tutto il mondo, anche se sporadicamente. Lo sforzo in corso è lungi dall'essere adeguato a salvare il grosso delle specie che hanno raggiunto il livello critico. Ma intanto il processo ha preso avvio e ovunque nel mondo riceve comprensione, approvazione e sostegno. Il numero di nazioni indipendenti che s'impegnano a passare all'azione cresce rapidamente: nel 2002, 188 paesi avevano sottoscritto la Convenzione sulla Biodiversità decisa dieci anni prima al vertice di Rio. Gli Stati Uniti, ideologicamente isolazionisti su tutte le questioni ad eccezione del commercio, del turismo e dell'espansione della democrazia, erano e restano tuttora non firmatari, insieme ad Andorra, Brunei, Iraq, Somalia, Timor Est e Città del Vaticano."
(La Creazione, Edward O. Wilson - Adelphi, 2008)
Tirando le somme, per quanto ne so, abbiamo le seguenti mancate ratifiche:
- diritti dei disabili
- depenalizzazione del reato di omosessualità
- difesa della biodiversità
Se desiderate l'affossamento di qualche altra tematica di fondamentale importanza in discussione al Palazzo di Vetro, mandate una cartolina al Vaticano, ci sta che accettino il suggerimento.
Fab
Un poco in controtendenza rispetto alle riviste di cucina tradizionali, in prossimità delle feste ci accingiamo a proporre una ricetta facile, veloce e leggera per depurarvi dagli esiziali effetti dei cenoni di Natale e Capodanno. Grazie al giovane Agostino per la casa, gl'ingredienti e l'insostituibile senso della misura: in cucina il senso della proporzione è tutto.
Ingredienti per due persone
- 3 wurstel (o briusti) belli grossi di puro Suino
- Poco più di mezza confezione di Agaricus Bisporus (sono quei fungoni bianchi che vendono nei supermercati)
- 2 cucchiaj d'olio
- 80 ml di latte
- 3 noci di burro (diciamo mezzo panetto, va')
- Pepe ad libitum (o ad infinitum)
- Parmigiano grattugiato ad infinitum
- Formaggio di Kaori 100 gr
- 1 kg di Gnocchio
- 2 cucchiaj da caffè colmi di crema di peperoncino piccante
Preparazione
Si prenda un tegame o padella bella larga. Dapprima tagliate i wrustels e i fungi a pezzettoni e metteteli da parte.

L'idea di base è di creare un sostituto della panna, che non sempre si trova in tutti i frighi, per amalgamare gli gnocchi col tritello di wiustis e fungi. Perciò dovrete far scaldare l'olio nel suddetto tegame e aggiungere gradualmente parmigiano, burro, pepe e latte mescolando per amalgamare il tutto. Alla fine aggiungete ancora parmigiano e impreziosite colla crema di peperoncino piccante. Il risultato sarà simile a questo:
A questo punto prendete il tritume e buttatelo poco per volta nel tegame, mescolandolo all'amalgama, così:

Poi prendete un bel pentolone, riempitelo d'acqua e portatelo a bollore. Salate con sale grosso e buttate gli gnocchio (1 kg). Gli gnocchi ci metteranno circa tre minuti ad affiorare. Appena vengono a galla catturateli con qualche strumento appropriato e buttateli nel tegame (se ci stanno).

Mescolate bene, fate mantecare (?) e servite.

Lasciatevelo dire, beati voi che mangerete di questa pietanza.
Se volete aggiungere a questo primo un secondo degno di questo nome, rimanete sintonizzati per la ricetta delle Mazzencolle Burro & Birra.
Fab
Riecco il vostro Affezionatissimo, che ultimamente è stato un po' indaffarato nella preparazione di un progetto per una serie di serate a carattere teatrale e musicale (se la cosa non va in porto egli farà esplodere la sua figura), ma soprattutto ha passato diversi giorni per ragioni lavorative in quel di Madrid. Il fatto che egli scriva di sé in terza persona è senza dubbio indizio del raggiungimento di un nuovo livello di ottusità, roba che neanche Fabbrizzio Ravanelli.
Torno alla prima persona. Ecco, Madrid è veramente la capitale europea della sobrietà per le ragioni che ora andrò enarrando. Se avrete la pazienza di seguirmi scoprirete che non si tratta affatto di una facezia.
Orbene, sono arrivato all'aeroporto della capitale il sabato pomeriggio, in condizioni non proprio ottimali, è vero, a causa di una certa rimpatriata fra ex coinquilini che la sera innanzi aveva esatto (p. passato di “esigere”) una ininterrotta teoria di libagioni. Tempo d'orientarsi nel laberinto della metro ed eccomi all'hostal Sardinero (laddove per hostal s'intende un albergo a metà fra il sordido e l'economico). M'accolgono le simpatiche signore col loro ottimo francese. Tempo di cambiarmi ed eccomi in strada, destinazione plaza mayor, dove mi rinfranco con un caffè-troiaio. Poi vengo calamitato in un bugigattolo che mi sorprende subito per le gigantografie autografate dei Beatles e del malvagio folletto giapponese. Ordino bocadillos con calamares, che sarebbe un panino traboccante calamari fritti, e una cerveza. Esco e mi fiondo in Plaza de Santa Ana alla Cerveceria Alemana, laddove era solito svernare Hemingway (proprio a 50 metri dall'hostal – scelta ovviamente non casuale), e mi diluvio due cervezas (1,75€ cad), un bicchiedere di Fundador, olive, e un piatto d'acciughe marinées. Cambio ancora mescita, e stavolta entro alla Cueva del Faisan, proprio sotto alla sede di Solidaridad Obrera. Faccio amicizia con un francese, cliente abituale, che guardava la partita e coi baristi, e mi gusto una cerveza Alhambra e due Mojitos (c'era l'happy hour, che fortuna, eh?). Col francese, tale Yanick, andiamo a mangiare tapas. Breve definizione di tapas: tutto quello che mangi con la birra. Tapas di salamone + cerveza, tapas di polpo + cerveza, tapas di formaggi + cerveza. Paghiamo, usciamo, andiamo in una rumeria dove prendiamo un rum doppio in bicchiere grande. Si torna alla Cueva del Faisan, dove i baristi ci accolgono proiettando il concerto di The Wall del 1990 (quello con Sinead o' Connor e Cindy Lauper) e ci dissetano con diverse tequilas sale e limone (una bottiglia in due, ma questa è una confidenza che m'ha fatto il barista la settimana dopo, quando ci siamo incontrati a Roma), e ancora birre e diverse qualità di strani liquori gialli spagnoli. Verso le tre il francese va a casa, mi confida di stare un po' male, mi lascia il numero di telefono, che verifico per precauzione, e ci diamo appuntamento all'indomani. La cueva chiude, io esco, faccio per andare in albergo ma mi intercetta un senegalese (forse?), che mi afferra per un braccio e mi trascina da un kebabbaro, dove mangiamo doner kebab e beviamo un po' di birra (quanta sinceramente non so).
Non so come trovo la forza uscire da quel posto (che l'indomani non sarò più in grado di rintracciare), mi dirigo verso l'hostal, in un momento di follia provo a leggere l'ultimo di Calasso (pazzo!!! in che condizioni!!!) e mi addormento.
Mi sveglio l'indomani mattina alle 12.30. Scendo in strada. Sento il sistema immunitario gravemente compromesso dalla serata precedente. Avete mica in mente quelle situazioni in cui siete sicuri che vi sta per venire la febbre? Quelle. Entro in una cioccolateria. Ordino cioccolata calda con churros, che son roba fritta, dolce, da zuppare nella cioccolata, una cerveza e patatine. Dopo mezzora son ristabilito. Mi dirigo verso il museo Reina Sofia, che trovo chiuso. E' in quel momento che noto una serie di cartelli che facevan bella mostra di sé per la strada. Era il 16 settembre 2008, e questa è la foto del cartello.

(ricevo e volentieri pubblico - Fab)